Veneto sospende gare di caccia alle lepri con cani
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Direttore: Franco Ferraro

La Regione Veneto vieta le gare di caccia alle lepri con i cani, ma un dettaglio resta aperto

cane setter

La Regione Veneto decide di fermare le gare di caccia alle lepri con i cani per motivi di tutela ambientale e benessere animale.

In Veneto, una pratica tradizionale che prevedeva l’utilizzo dei cani per la caccia alle lepri ha subito un’importante battuta d’arresto. Dopo l’istanza presentata dalla Lav, l’Associazione animalista italiana, la Regione ha deciso di sospendere le autorizzazioni a questo tipo di competizioni. Le gare, che si svolgevano principalmente nella provincia di Treviso, erano state autorizzate fino al 2030, ma la recente decisione del Tar Veneto ha cambiato il corso degli eventi, riflettendo una crescente sensibilità verso il benessere animale e la sostenibilità ambientale.

cane setter
cane setter

Il ruolo della Lav nella sospensione delle gare

La Lav ha giocato un ruolo cruciale nel bloccare le gare di caccia alle lepri con cani. L’organizzazione ha presentato un’istanza che ha portato il Tar Veneto a esprimersi negativamente sull’ulteriore concessione di autorizzazioni. Questo tipo di attività, considerato da molti un ‘passatempo’, stava per ottenere un permesso valido fino al 2030. Tuttavia, grazie all’intervento della Lav e alla successiva decisione del Consiglio di Stato, l’autorizzazione è stata sospesa. Questo è stato un passo significativo per fermare la sofferenza degli animali selvatici, soprattutto durante il periodo riproduttivo, da marzo a maggio. In questo periodo, le gare avrebbero comportato seri rischi per le lepri, comprese le madri e i loro piccoli, spesso esposti a situazioni traumatiche a causa della caccia.

Implicazioni della sospensione e visioni future

La decisione della Regione Veneto di annullare le autorizzazioni per le gare di caccia alle lepri con i cani ha implicazioni significative. La sospensione delle competizioni non solo tutela i lagomorfi durante il loro delicato periodo riproduttivo, ma rappresenta anche un riconoscimento implicito dell’illegittimità di tali pratiche. I cani, spesso selezionati tra razze come il Segugio italiano e il Segugio dell’Appennino, venivano utilizzati per scovare le lepri, trasformando la caccia in un’inesorabile lotta per la sopravvivenza degli animali. La scelta di bloccare queste attività mette in risalto la necessità di un cambiamento di paradigma, dove la tutela degli animali e il rispetto per l’ambiente diventano priorità. Questa decisione potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nella gestione delle attività venatorie, promuovendo pratiche più rispettose nei confronti della fauna selvatica e sottolineando l’importanza di soluzioni che contemperino le tradizioni locali con la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale.

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ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2026 13:21

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